Samhain – Il Capodanno celtico, Riolo Terme

Mentre ovunque si festeggia Halloween secondo la più diffusa e commerciale tradizione americana, Riolo Terme rievoca le radici più antiche e nostrane, paradossalmente meno conosciute, di questa ricorrenza che in Italia appare erroneamente recente.

Di certo Halloween arrivò in Italia con le invasioni celtiche, quando era ancora Samhain, che letteralmente signica “la fine dell’estate” e corrispondeva alle celebrazioni in onore di quello che i celti consideravano il nuovo anno. Dunque un periodo di transizione, non solo perché rappresentava un nuovo inizio, Samhain infatti era anche, indirettamente, il momento in cui, a causa del freddo, i pastori riportavano il bestiame a valle e gli agricoltori si impegnavano nell’ultimo raccolto dell’anno.
Vuole la tradizione che proprio in questo fatidico momento di transizione, i morti, ossia coloro che hanno già sperimentato la transizione più grande nella vita di ciascuno di noi, si riavvicinino alla terra e al mondo dei viventi.

Martedì 31 ottobre Riolo Terme festeggia lo Samhain rievocando gli antichi villaggi celtici di duemila anni fa, con tanto di scontro tra bene e male, simboleggiato dall’accensione dei sacri fuochi, dagli scontri armati e dalle sfilate in costume con personaggi mostruosi e terrificanti.
Nel villaggio rivivono momenti di vita quotidiana scanditi da antichi mestieri: le dame che tessono al telaio e tingono i tessuti, il fabbro che forgia il ferro, il vasaio che dà forma all’argilla, gli arcieri che si esercitano con l’arco e uno stage di tiro con l’arco per adulti e bambi che desiderino cimentarvisi.
Intanto negli stand gastronomici si distribuiscono i piatti della tradizione: piadina, arrosticini, tante specialità a base di maiale, stufati e interi vitelli cotti allo spiedo.
Agli immancabili mercatini si accompagnano numerosi e suggestivi spettacoli a tema che culminano nel più consueto, ma sempre d’effetto, spettacolo pirotecnico.
Infine: musica e danze fino al mattinonella ex chiesa di via Cerdi.

Per info:
www.terredifaenza.it

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